All’auditorium Flog con La Mano Negra

La mano negra e strike in concerto

Lamano negra e strike in concerto

Gente stipata alla transenna. Urla.

Tensione – Vibrazione. Le luci si sono abbassate, non sappiamo cosa aspettarci, e nemmeno il pubblico. Pochi secondi prima di salire sul palco, BUM!! Arriva un bicchiere di birra lanciato dal pubblico, che si infrange sulla batteria di Gardo. Marci, ironico come al solito, dice “oh, ci han già tirato un bicchiere ancora prima di suonare!”. E ride. Welcome to Auditorium Flog, stiamo per salire sul palco per aprire il concerto dei Mano Negra.

Saliamo, cominciamo con Moguru. Sullo stacco di fiati solito salto sincronizzato Antonio, Pedro e Diego, benvenuti allo show, i Mano Negra sono la storia, ma noi non scherziamo, facciamo sul serio. Non lesiniamo sudore su quel palco, e nemmeno il pubblico, già sudato ed esausto ancora prima della band clou.

Finisce il concerto, ritorniamo nei camerini, con un Piero Pelù entusiasta che viene a farci i complimenti. I Mano Negra sono pronti a salire, qualcuno guarda basso si concentra, Manu è un animale in gabbia. Scotch da pacchi nelle scarpe da tennis per tenerle strette ai piedi, divisa da calcio della loro squadra, e batticuore. Pedro, sudatissimo, gli sorride, gli dà il cinque, e Manu risponde “I’m nervous…”. Eheh Manu, anche tu sei nervoso prima di salire sul palco eh?

Antonio Dondi - Manu Chao

Il loro concerto è magnifico come sempre, dopo lo show ci salutiamo e ci diamo appuntamento al giorno dopo, dove ci sarà la sfida a calcio nel parcheggio del Flog.
La sfida a calcio la stravinciamo noi, 11-4, Manu ha gambe corte ma veloci, ma la tecnica sopraffina di Peden e il caparbio lavoro a centrocampo di Antonio hanno la meglio. Altro giorno, altro concerto, altro carnaio.

Il nostro ultimo pezzo è Fiesta, e dal lato del palco, mentre stiamo suonando questo ultimo pezzo, si intravede Manu che guarda, tentato di salire a cantare questo classico con noi…appena scesi dalla scaletta, dalla parte destra del palco, ci fa i complimenti per la scelta e l’esecuzione di Fiesta, brano a lui molto caro (e anche a noi!).

Da quei giorni, alcuni giornalisti (anche, e soprattutto, giornalisti che mai ci hanno particolarmente amato!) che ci intervistavano ci chiedevano cosa si provava a essere sempre nominati da Manu Chao come band esempio del movimento musicale underground italiano. Ora, a più di vent’anni di distanza, la risposta è sempre quella, noi diamo l’anima, la nostra Grande Anima, in ogni nostra espressione musicale e umana.

Pedro

Posted on 9 gennaio 2015 in Blog

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